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Frutto del Drago

Da 89,37

[dimensioni dai 350 ai 450 gr]

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Domande frequenti

Descrizione

Non conosci il frutto del drago? In effetti non è molto comune in Italia, anche se proprio nel nostro territorio esso è considerato tra i frutti tropicali più affascinanti. 

Sarà la forma, o forse il nome, ma anche il sapore, un concentrato di vitamina C con poca acqua e molti zuccheri che si uniscono alle fibre alimentari e ad alcuni minerali. 

Frutto del drago: cos’è

Il frutto del drago è anche conosciuto come pitaya, si tratta di un alimento a dir poco particolare che entra a far parte delle specie americane di cactus. Un frutto tropicale dotato di non poco fascino. 

Appartiene al VII gruppo fondamentale di alimenti, con un alto apporto di vitamina C esattamente come le arance. Il frutto del drago inoltre ha un quantitativo basso di acqua, ma molto alto di zuccheri come il fruttosio, fibre naturali, sodio e calcio. 

Per chi segue una dieta ipocalorica, può essere utilizzato esattamente come tutti gli altri frutti, ma in quantitativi minori. 

Quello che contraddistingue il frutto del drago è la forma che ricorda molto il fico d’india ma con dimensioni maggiori. La buccia si presenta rossa o viola, ma anche gialla, mentre la polpa è nella maggior parte dei casi bianca, altre volte rossa come le arance Sanguinello. 

Le proprietà nutrizionali

Il frutto del drago è stato analizzato per la prima volta nel 2018 dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. Gli studi hanno rilevato che in 100 grammi di frutto sono presenti 268 calorie, 82 g di carboidrati, 4 g di proteine e 11 g di vitamina C e calcio. 

La pitaya ha un elevato valore energetico per via dell’alta concentrazione di zuccheri a differenza dei limoni che ne ha una percentuale bassa. Sono assenti: colesterolo, lattosio e glutine, questo lo rende un frutto adatto anche a chi soffre di intolleranze e allergie. 

Per quel che invece riguarda i sali minerali, il frutto del drago ha un’alta concentrazione di calcio e sodio. Infine si tratta di un frutto con particolari proprietà antiossidanti. 

Coltivazione del frutto del drago

I semi per la crescita della pianta si trovano all’interno del frutto stesso. Si procede con un’accurata rimozione dei semi e la loro essiccazione. Questi vanno poi inseriti all’interno di compost organici o in miscuglio di terriccio per la loro crescita migliore. 

I primi germogli si iniziano a vedere tra l’undicesimo e il quattordicesimo giorno dalla semina. Le piantagioni di frutto del drago create per la commercializzazione possono avere al loro interno 1100 o anche 1350 piante per ettaro di terra. 

Occorrono ben 5 anni perchè ogni pianta arrivi al pieno sviluppo. 

I fiori della pianta durano una sola notte e per la fecondazione si affidano agli impollinatori notturni come i pipistrelli e le falene. La fioritura può avvenire anche 6 volte all’anno. A distanza di 30/50 giorni dalla fioritura compaiono i frutti. 

Sono piante tropicali che riescono a sopportare temperature fino a 40 gradi. Non amano il freddo, a meno che non si tratti di periodi di gelo molto brevi. 

Oggi il frutto del drago viene coltivato nel sud-est asiatico, in Florida, nei Caraibi e in Australia. Una pianta fortemente infestante che in alcuni casi è sfuggita al controllo dei coltivatori. 

Frutto del drago nella dieta

Il frutto del drago ha una polpa molto calorica e zuccherina, questo è il principale motivo per cui difficilmente viene inserito nelle diete delle persone in sovrappeso o di quelle affette da patologie come il diabete mellito di tipo 2. 

Nonostante ciò nulla vieta un consumo in quantità limitate. 

Essendo un frutto carente di purine esso può essere utilizzato nella dieta contro l’iperuricemia e la calcolosi renale. La carenza d’acqua del frutto del drago non gli permette di svolgere nessun ruolo per quel che riguarda l’equilibrio idrosalino. 

Il quantitativo elevato di fibre solubili in esso contenute, fa aumentare la sensazione di pienezza. 

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Peso cassetta

9 Kg, 15 Kg, 20 Kg, 30 Kg, 40 Kg, 100 Kg

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